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Conferita la laurea honoris causa in Psicologia al Dalai Lama

Conferita la laurea honoris causa in Psicologia al Dalai Lama

Di UGO CIRILLI

 

Ieri, giovedì 21 settembre, si è svolta presso il Palazzo dei Congressi di Pisa un’attesa cerimonia, ideale incontro tra i mondi della scienza occidentale e della spiritualità tibetana: Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, ha ricevuto dall’Università una laurea magistrale honoris causa in Psicologia Clinica e della Salute.

Il religioso premio Nobel si trovava in città per partecipare al simposio “The Mindscience of Reality”, organizzato dall’ateneo pisano e dall’istituto di studi buddisti Lama Tzong Khapa di Pomaia nelle giornate del 20 e 21 settembre. Il tema principale dell’evento era proprio il confronto tra l’approccio occidentale allo studio della mente umana e il punto di vista delle culture orientali, basato sulle pratiche contemplative.

La cerimonia è stata aperta dai saluti del rettore Paolo Mancarella e ha visto il professor Angelo Gemignani, presidente del Consiglio Aggregato di Psicologia Clinica e della Salute, leggere le motivazioni del conferimento della laurea honoris causa. Il docente, oltre a sottolineare che il Dalai Lama “ha ricevuto numerosi premi, lauree e dottorati honoris causa come riconoscimento del suo messaggio di pace, non-violenza, responsabilità universale e compassione, armonia inter-religiosa e integrazione tra scienza e spiritualità”, ha parlato del suo contributo alla Psicologia Scientifica dell’Occidente, attuato anche grazie alla collaborazione con “illustri scienziati di tutto il mondo”.

Da molti anni, infatti, il Dalai Lama si dimostra particolarmente attento al dialogo con l’universo scientifico, individuando possibili convergenze tra il Buddismo e la ricerca occidentale nello studio della mente e dei suoi processi.

“Le visioni della scienza sono molto utili per i buddisti” spiegava Tenzin Gyatso al matematico Piergiorgio Odifreddi già nel 2001 “e, allo stesso tempo, la concezione buddista della realtà può offrire agli scienziati un nuovo punto di vista da cui osservare le cose”.

Dopo le motivazioni espresse dal professor Gemignani, la cerimonia è proseguita con la Laudatio tenuta dalla professoressa Amy Cohen Varela dell’Istituto “Mind & Life Europe”, dedicato alla ricerca nel settore del benessere psicofisico e delle pratiche contemplative.

Lo stesso Dalai Lama è stato poi protagonista di una Lectio Magistralis, esplicando ulteriormente il senso di un dialogo sul tema della mente tra culture apparentemente lontane: “Le tecniche derivate dalle tradizioni contemplative” ha spiegato concludendo il suo intervento “vengono utilizzate con successo per trattare condizioni cliniche quali la depressione, il dolore cronico, le dipendenze e il disturbo post-traumatico da stress” .

Tra il pubblico era presente anche un famoso ospite internazionale: l’attore Richard Gere, da tempo seguace della filosofia buddista.

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